Comunicato di solidarietà ai compagni arrestati a Bologna

Esprimiamo la nostra più totale solidarietà ai compagni arrestati a Bologna in questi giorni.

Lo sceriffo Cofferati e quelli come lui, fautori e tutori di questo ordine infame e vergognoso, dormiranno sonni agitati fin quando ci saranno donne e uomini che si ribellano ai soprusi e alle violenze perpetrati da sbirri vari, e fin quando l'arma della solidarietà sarà puntata contro chi ogni giorno sfrutta e reprime!

I compagni venerdi notte hanno giustamente preso le difese di una ragazza che stava per essere sequestrata dai poliziotti perché commetteva il "pericolosissimo crimine" di starsene a dormire per strada; per questo gli sbirri volevano portarla in ospedale per lobotomizzarla con un bel T.S.O., imbottirla di psicofarmaci e magari far morire anche lei sotto cura psichiatrica, riproducendo lo stesso episodio accaduto qualche mese fa all’Ospedale Maggiore a Bologna.

 Alcuni ragazzi si sono opposti alla violenza poliziesca solidarizzando con la ragazza malmenata. La reazione dei porci in divisa sono state manganellate, pistole puntate in faccia e manette.

Ai compagni in carcere va la nostra solidarietà, così come a chi è stato (purtroppo) "beccato" mentre si esprimeva in strada solidarizzando con loro. 

A tutti i criminali che si aggirano in divisa va tutto il nostro odio, e il nostro ribrezzo.

RIBELLARSI E’ NECESSARIO!

Spazio Anarchico "Senza Patria", Benevento

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1 Response to Comunicato di solidarietà ai compagni arrestati a Bologna

  1. Lucio says:

    Salve.
    Anch’io voglio esprimere tutta la mia solidarietà morale e politica ai compagni anarchici arrestati a Spoleto e Perugia, in modo particolare a Michele Fabiani che conosco meglio degli altri. Sono sicuro che si tratta dell’ennesima montatura mediatico-politica creata ad arte da un apparato ideologico-terroristico al solo scopo di criminalizzare e reprimere il dissenso e il movimento anarchico e antagonista in genere. Michele e gli altri compagni di Spoleto sono stati arrestati proprio in quanto anarchici e rivoluzionari, ossia in quanto militanti di un movimento di lotta e di opposizione ad un sistema di barbarie, di ingiustizia, di oppressione e sfruttamento imposto ai danni del proletariato (specialmente quello più cosciente e combattivo) e dei lavoratori salariati. Infatti, le accuse contestate ai compagni sono semplicemente lo strumento giuridico-normativo di questa aspra campagna di repressione e di propaganda controrivoluzionaria. D’altronde, non è la prima volta che accadono simili episodi. Si pensi soltanto ai casi storici più noti e significativi: Sacco e Vanzetti, Pinelli, eccetera. Solo per rimanere nell’ambito della repressione contro il movimento anarchico. Perché Michele e gli altri compagni di Spoleto sono dichiaratamente attivisti e militanti anarchici e, in quanto tali, sono stati incriminati ed arrestati.
    Oggi attraversiamo una fase storica in cui il proletariato (specie quello più cosciente e rivoluzionario) si trova ad essere duramente sotto attacco. E il governo in carica, ritenuto un “governo amico” anche da vasti settori della cosiddetta “sinistra radicale”, sta gettando benzina sul fuoco della repressione e della censura, come si evince anche (ma non solo) dal decreto legge che mira ad imbavagliare Internet ed in particolare i blog, ad arginare e limitare la libertà di informazione e controinformazione presente finora sulla rete web. Io ho conosciuto Michele Fabiani proprio sul forum di un sito anarchico di controinformazione chiamato Anarchaos. Michele è noto a molti anche grazie alle sue audaci e giuste battaglie e alle incisive inchieste di controinformazione condotte in materia di terrorismo e di torture tecnologiche, come quelle praticate, ad esempio, ai danni di Paolo Dorigo, che rappresenta il caso più conosciuto ed emblematico.
    Oggi siamo giunti ad un punto tale in cui un povero operaio è costretto, per disperazione, al suicidio perché non è più in grado di mantenere la propria famiglia, perché non è in condizione di continuare a pagare un mutuo per l’acquisto della casa (un diritto elementare!), perchè economicamente non riesce più ad arrivare alla fine della mese, se non addirittura a metà del mese! Ebbene, se e quando si suicida un operaio, nessuno (o quasi) si scandalizza più di tanto, nessuno (o quasi) grida allo scandalo, né si indigna o protesta. Invece, se e quando gli operai cominciano ad autorganizzarsi e a lottare contro le ingiustizie, le diseguaglianze e lo sfruttamento attuato in fabbrica, oppure dal padrone di casa, o dalle banche armate ed usuraie che strozzano e spingono la gente al suicidio, allora scatta immediatamente un meccanismo di criminalizzazione e di propaganda ideologico-terroristica, teso a colpire e reprimere chi contesta, chi lotta con coraggio e si ribella contro un sistema politico e socio-economico così costituito.
    Michele e gli altri compagni arrestati sono soltanto gli ultimi casi di una lunga serie di atti repressivi commessi ai danni dei proletari più coscienti e rivoluzionari, anarchici, comunisti, antagonisti in genere. Incriminati ed arrestati solo in quanto tali, ossia in quanto oppositori di questo sistema barbaro, violento e disumano, in quanto attivisti di un movimento anticapitalista ed antimperialista che non potrà mai essere fermato e neutralizzato da nessuna repressione. Tanto meno da questo governo “amico”!

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